Notizie da Cuba – Marzo 2022

Palma Soriano, 21 marzo 2022

Cari amici,
quante cose possono cambiare in poco tempo. Dopo più di un anno in cui la prima notizia di ogni giornale è stata inerente al COVID, ora si fatica a trovare qualche articolo. Mi ritorna alla mente “E la vita continua”, film di Abbas Kiarostami visto tanti anni fa… ma a volte vorremmo che continuasse solamente con fatti belli ed esperienze positive; o forse siamo solamente noi che dobbiamo continuamente allenarci per trasformare le situazioni, anche le più difficili, in occasioni: ogni ferita può diventare una feritoia in cui
passa lo Spirito Santo.

Guerre e rumori di guerre. In Europa sono giorni di dolore, sofferenza, di guerra, di profughi che fuggono dalle bombe: quando scoppia una guerra, oltre che le ragioni, le strategie, le decisioni politiche e strategiche, ci sono persone che muoiono e persone che soffrono, persone che fuggono e persone che combattono per la libertà. Cuba è storicamente alleata della Russia e, di fronte all’attacco all’Ucraina, le notizie riportate dai quotidiani sono state una difesa a spada tratta delle ragioni della Russia. La guerra è stata così motivata: la Russia è per la pace; semplicemente sta disarmando l’Ucraina che è armata dalla Nato, riprova della strategia capitalista degli Stati Uniti. Il fatto che la guerra continui è motivato sostenendo che l’Ucraina abbia laboratori biologici segreti che la Russia sta cercando di smantellare, garantendo così la sicurezza del mondo intero. Credo siamo ben oltre la presentazione di diversi punti di vista e opinioni giornalistiche: qui si è semplicemente dimenticato la verità, schiacciata dall’ideologia.

Il vaccino cubano sempre più apprezzato nel mondo. È un fiore all’occhiello della ricerca cubana, della medicina che indipendentemente dalle grandi multinazionali farmaceutiche ha sviluppato un vaccino. Aver vaccinato praticamente tutta la popolazione è un fatto più unico che raro in paese povero. Ma il prezzo pagato è altissimo: i fondi per la sanità sono stati praticamente annullati. Chi viene ricoverato in ospedale ha garantito solamente il letto, mentre tutto il resto deve procurarselo da solo (dalle siringhe al cotone, dalle medicine alle medicazioni, dal filo per la sutura a qualsivoglia attrezzo). Le farmacie sono più vuote dello spazio interstellare e, quando arriva qualche farmaco, sono prese d’assalto (soprattutto dai soliti furbi che poi rivendono a caro prezzo). In questo contesto, i farmaci che sono riuscito a portare con me sono stati un vero sollievo per alcuni malati. Certo, si tratta di una piccola goccia in mezzo all’oceano; ma anche l’oceano è fatto di tante gocce messe insieme.

Un’ottima bevanda in un contenitore speciale. L’altra settimana, a conclusione della catechesi giovani, abbiamo vissuto un momento di condivisione e di fraternità (perché, come dicono qui, “dopo la mistica viene la mastica”). Ciascuno ha portato e condiviso qualcosa: un dolce, dei biscotti, una bibita, quel che si riesce a trovare in questi tempi difficili. I giovani, dopo un lungo periodo senza potersi incontrare, hanno desiderio di stare insieme, non solo di fare incontri formativi, ma semplicemente poter stare con gli altri. Tra le cose portate, mi ha colpito il contenitore di una bibita (naturalmente bibita casereccia): era una bottiglia dell’olio del motore Sint2000. Qui contenitori e imballaggi scarseggiano e ci si arrangia come si può; anche quando si va nei negozi occorre portare qualcosa dove mettere la carne, il riso, lo zucchero, i fagioli, l’olio… comunque, la bibita sembrava buona, perché non ne è avanzata.

1916 anni di carcere in 127 persone. Iniziano a piovere le sentenze per i fatti dell’11 luglio scorso. I numeri a livello nazionale sono top secret e si apprendono poco per volta. Per ora sono stati condannati in 127, con una media di 15 anni di carcere. Tra questi anche diversi adolescenti, condannati a più di 10 anni. Il regime sta ancora una volta mostrando assenza di tolleranza per un pensiero non omologato. Di fatto siamo in linea con il pensiero marxista, che prevede il purgatorio della riabilitazione per chi non si lascia pensare dal partito. Si avvicina un momento duro per le famiglie: dopo mesi e mesi di prigione preventiva, in cui hanno sperato in un processo giusto e una sentenza mite, ora si spengono progressivamente le speranze e molti rischiano di crollare psicologicamente. Come comunità cristiana non possiamo non stare dalla parte di chi soffre: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. (Mt 25,34,36)

Continua la fuga. Sono sempre più le persone, soprattutto giovani, che decidono di lasciare, legalmente ma soprattutto illegalmente l’isola. Il viaggio è pericoloso, in particolare quando dal Nicaragua si raggiunge il Messico: per proteggere le frontiere prima si spara e poi si chiede. Questa continua emorragia di futuro è palpabile anche nella comunità cristiana. I giovani fanno fatica a impegnarsi e a prendere responsabilità in un contesto in cui stanno stretti e non riescono a immaginare un futuro.

Dov’è finito tutto il latte? Negli anni ’50 del secolo scorso (ossia prima della Revolución) a Cuba c’erano più mucche che persone ed era uno dei principali paesi esportatori di America di carne bovina. Ora la carne di mucca è praticamente introvabile e pure il latte. Di fatto, non conviene produrlo, ma risulta più economico importarlo. E così il latte (in polvere) che si trova nei negozi (naturalmente in MLC, ossia in dollari) viene dalla Nuova Zelanda, dall’Uruguay e dal Belgio. Il “latte” che vendono nei negozi in moneta nazionale, solo per i bambini, è talmente annacquato che quando viene fatto bollire, nemmeno fa la panna.

Il lavoro del Sinodo. Stiamo lavorando a livello di piccole comunità sul Sinodo sulla Sinodalità. Il lavoro più difficile è spiegare il senso delle parole. Quando la gente capisce che si sta parlando del camminare insieme, come popolo di Dio, nella Chiesa, allora tutti iniziano a partecipare, a fornire il proprio apporto alla discussione. Dopo Pasqua vivremo l’assemblea parrocchiale. La struttura della chiesa locale, che punta molto sulle piccole comunità, vive “naturalmente” una molteplicità di carismi e ruoli (catechista, animatore, visitatore, missionario). Camminare insieme è uno stile che rientra nella prassi quotidiana delle comunità. Questo momento di riflessione ci sta aiutando a prendere maggiore consapevolezza del dono che già viviamo.

I Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. Dopo due anni in cui non abbiamo potuto celebrare né prime Confessioni, né prime Comunioni, ora stiamo riprendendo un ritmo più normale della catechesi e delle sue tappe: nelle scorse domeniche abbiamo celebrato sia le prime Confessioni che le prime Comunioni di due gruppi di ragazzi in parrocchia. Nel tempo pasquale, alcuni giovani riceveranno la Cresima. Anche nei vari villaggi abbiamo ripreso a battezzare e il cammino in preparazione ai Sacramenti. Piccoli numeri, ma intenso desiderio di lasciarsi incontrare dal Signore Gesù.

209 anni di fondazione della città. Lo scorso 12 marzo abbiamo festeggiato il compleanno della nostra città, sorta attorno ad una antica cappella. Di fatto edificazione della parrocchia e della città sono andate di pari passo. È stato un momento semplice di festa (una s. Messa di ringraziamento e un momento culturale con poesie, canti, balli). Per noi europei 200 anni sembrano davvero pochi per una città, ma in America, dove le città più antiche sono del ‘500, la prospettiva cambia parecchio.

Cara Gabry, ti abbraccio forte forte. Le persone che amiamo e che ci amano non vorrebbero farci soffrire e a volte questo provoca più sofferenza. Stai sperimentando un dolore profondo e il senso dell’assenza. Quando le parole non bastano, quando non sappiamo più in cosa sperare, quando ogni certezza scompare, non ci resta che aggrapparci alla croce di Cristo, confidare che un giorno parteciperemo anche noi della sua Risurrezione, anche se per ora ci sentiamo morire dentro. Alessandro, rimarrai nel nostro cuore, ti ricorderemo per quello che sei stato: più che lamentarci per la tua scomparsa, cercare di rispondere a dei perché che rimarranno senza risposta, vorremmo ringraziare per averti conosciuto, per i momenti belli che abbiamo condiviso. Abbiamo tante domande e poche risposte, ma vorremmo che rimanesse soltanto l’amore.

Un abbraccio e un saluto a tutti voi, cari amici.
Padre Marco

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